Visualizzazione post con etichetta Riflessioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Riflessioni. Mostra tutti i post

martedì 16 marzo 2010

UN UNICO NESSO: IMMIGRAZIONE-PROSTITUZIONE-NIGHT CLUB



IMMIGRAZIONE-PROSTITUZIONE-NIGHT CLUB

di Alfonso Angrisani (28 febbraio 2010)

La triste realtà dello sfruttamento della prostituzione di giovani donne proveniente dai Paesi Europa, è un fenomeno criminale su larga scala che genera notevoli profitti alle organizzazioni malavitose. Sul continente europeo si è delineata una suddivisione geografica del traffico, con paesi «fornitori» (Russia, Ucraina o Romania), paesi di transito (per lo più gli stati dell’ex Jugoslavia e l’Albania) e paesi destinatari (Italia, Germania, Francia). Il traffico è in continua espansione, le vittime sono ragazze con un’ età compresa dai 16- 33 anni costrette a vivere in condizioni disumane picchiate malvagiamente dai loro aguzzini, arrivate in Italia con il miraggio di un futuro migliore, ingannate comprate e rivendute tre o quattro volte durante il viaggio dalla loro città d’origine fino alla meta di arrivo ovvero l’ Italia. La nostra strada provinciale 175 meglio conosciuta come litoranea è frequentata di giorno e di notte da giovani ragazze, costrette a prostituirsi dai loro stessi connazionali, sotto il placet dei clan camorristici locali; suddetto traffico si è incrementato a partire dalla seconda metà degli anni 90. Negli ultimi tempi ha avuto battute di arresto grazie soprattutto al lavoro svolto nell’ultimo triennio da forze dell’ordine e grazie alla solerzia e diligenza tenuta da alcuni funzionari come l’attuale questore di Salerno Vincenzo Roca, impegnato in prima persona a debellare questo fenomeno che interessa maggiormente le strade della fascia costiera dei comuni di Pontecagnano Faiano, Battipaglia, Eboli e Capaccio; trattasi di un problema che non viene preso in considerazione neanche dalle amministrazioni locali, salve qualche eccezione. Emblematica è stata la posizione assunta dall’amministrazione comunale di Salerno nel contrastare la prostituzione per strada, argomento già trattato nell’articolo “I Caporali del Sesso”. Occorre ora da parte nostra focalizzare l’attenzione del lettore su un rapporto che intercorre tra immigrazione clandestina – prostituzione- e night club, un sottile filo che genera enormi ricavi alla Camorra ed alle mafie dell’est Europa. I luoghi interessati da questo genere di attività sono i tanti club disseminati lungo la provincia salernitana, in particolare nei comuni di Salerno, Pontecagnano Faiano, Battipaglia, Eboli Capaccio, Bellizzi, trattasi di luoghi ubicati nella stragrande maggioranza dei casi nelle strade secondarie poco frequentate. La manodopera ovvero le povere sfruttate, vengono ingaggiate sul territorio nazionale, sono povere disperate, che vivono in condizioni di irregolarità ( condizione difficile per trovare un lavoro ) le quali si affidano ad alcuni personaggi deputati a questo genere di attività che, dietro cospicue somme, fanno da mediatori, con i proprietari del locale adibito a questo genere d’ illeicità. I clienti vengono ingaggiati sia per il tramite di mezzi informatici, oppure su un giornale a distribuzione gratuita, che dietro messaggi all’apparenza legali: si paventa un gigantesco affare, il costo delle prestazioni può variare dai 100 ai 500 euro , spesso accompagnato da bevande alcoliche e da sostanze stupefacenti; la clientela solitamente è di ottima estrazione sociale, il più delle volte sono personaggi noti . E’una cosa indegna e disgustosa per un paese civile sapere che vi sono persone ancora soggette ad uno stato di semischiavitù. Un invito soprattutto alle associazioni di immigrati affinchè collaborino con le istituzioni per la tutela effettiva dei loro connazionali ed un appello ai vari amministratori locali a mostrare una sensibilità maggiore per questo problema, che infanga la nostra terra e non porta nessun tipo di giovamento alle gente perbene.



sabato 28 novembre 2009

SALERNO FUTURISTA: DIBATTITO "FENOMENO IMMIGRAZIONE: DALLA BOSSI-FINI AD OGGI" ALLA PROVINCIA

Si è svolta in serata la conferenza “Fenomeno immigrazione : dalla Bossi-Fini ad oggi”, organizzata dall’associazione culturale e di promozione sociale “Salerno Futurista- CasaPound Italia”.
Presso l’aula del consiglio provinciale di Palazzo Sant’Agostino, il dibattito è stato introdotto dal responsabile regionale della cultura Luca Lezzi, che ha rimarcato la differenza tra la sterile campagna mediatica e populista portata avanti da alcuni partiti in riferimento al tema dell’immigrazione e la voglia di fare chiarezza da parte dell’associazione culturale, partendo dalla cause di un fenomeno in costante espansione. I tre relatori : il consigliere provinciale Pdl Antonio Cammarota, il responsabile provinciale Ale-Ugl Rosario Peduto e il responsabile nazionale del Blocco studentesco Università Davide Di Stefano hanno accostato la questione dell’immigrazione alle tematiche lavorative, sociali ed inerenti alla sicurezza. Davide Di Stefano ha delineato l’impostazione che Cpi intende seguire a livello nazionale :”L’immigrazione non è un fenomeno spontaneo così come media e lobby vogliono farci credere. Gli immigrati rappresentano una risorsa per chi li sfrutta ma una condanna per l’Italia. In campo lavorativo – continua Di Stefano – gli immigrati sono dei veri e propri schiavi sottopagati per produrre merci scadenti a costi bassissimi. Di conseguenza le imprese nazionali richiedono lavoratori a basso costo (immigrati) per reggere l’urto della sleale concorrenza delle aziende straniere nel sistema economico globalizzato”. L’intervento del consigliere provinciale Cammarota si è basata maggiormente sui temi d’attualità che hanno riguardato nelle ultime settimane da vicino la provincia di Salerno. “E’ inaccettabile – afferma l’esponente provinciale del Popolo della libertà – la situazione che si è venuta a creare a San Nicola Varco, dove centinaia di immigrati, in prevalenza clandestini, si ritrovano a vagabondare dopo lo sgombero del “ghetto” di Eboli”. L’incontro si è concluso con le affermazioni del responsabile provinciale Ale-Ugl :”Non esistono lavori che gli italiani non vogliono più fare – ha chiarito Rosario Peduto – ma salari che gli italiani non possono più accettare”.

www.cronachesalerno.it

giovedì 3 settembre 2009

IL RAZZISMO AL CONTRARIO ADESSO RISCHIA DI CONTAGIARE L'ITALIA.

Il razzismo al contrario adesso rischia di contagiare l’Italia.

di Ida Magli

La notizia migliore, nella vicenda del «bianco» costretto a scappare dal Sudafrica per le vessazioni da parte dei «neri», è che non abbia chiesto asilo a noi, ma al Canada. Finalmente qualcuno si è accorto che esistono territori immensi quasi disabitati, come appunto il Canada, secondo Paese al mondo, dopo la Russia, per estensione e con una densità demografica di 3 abitanti per chilometro (noi circa 200). Ho il dubbio, però, che questa scelta non sia dettata dalla scarsa popolazione, quanto dal fondato timore di ritrovarsi ben presto in Europa a rischio di maltrattamenti o almeno di sottomissione ai voleri dei tanti immigrati, di colore e non. Questa è, infatti, la verità: si tengono tanti discorsi per attutire, nascondere, motivare nei modi più diversi le difficoltà di convivenza fra gli immigrati e i vari popoli d'Europa, ma, di fatto, viviamo malissimo; e uno dei fattori principali di questa sofferenza è il timore, ormai inculcato in noi dai nostri governanti fin dalla nascita, che il malessere sia dettato dal razzismo. Bene, tranquillizziamoci: il razzismo non c'entra per nulla. Stiamo male perché siamo costretti a vivere nello stesso territorio con popoli diversi da noi, e diversi prima di tutto fisicamente. Le diversità fisiche colpiscono subito e creano immediatamente un senso d'estraneità. È la Natura che fa sì che i parenti si somiglino fisicamente fra loro, i genitori con i figli, con i fratelli, e poi, gradualmente sempre meno: i nipoti, i cugini, fino alle somiglianze di gruppo…L'uguaglianza, cui ci si riferisce oggi in continuazione, è un valore meta-fisico, di cui sono in possesso tutti gli esseri umani in quanto esseri umani, prescindendo da qualsiasi altro connotato, fisico, psichico, sessuale, etnico… ma si tratta di un valore filosofico, difficilissimo da comprendere e da realizzare, e che non ha nulla a che fare con uguaglianze concrete, di cui, per fortuna, non esistono esempi in natura. Non c'è foglia uguale ad altra foglia, come dice un vecchio e saggio adagio popolare. L'estraneità fisica è la caratteristica maggiore che impedisce agli uomini di potersi «identificare» l'uno nell'altro, sentirsi psicologicamente «simili». Maschio e femmina lo sanno benissimo: è impossibile per una donna identificarsi in un maschio, e viceversa. Ma è ugualmente quasi impossibile per un «bianco» identificarsi in un «nero»: comprendere i sentimenti, le percezioni, i gusti, intuire il tipo di intelligenza, le reazioni, gli interessi. Se si aggiunge a questo dato di partenza, la differenza di lingua, di religione, di storia culturale, ci si rende conto che vivere sullo stesso territorio non significa vivere «insieme». Non si amano le stesse cose; non si desiderano le stesse cose; soprattutto non si lavora per lo stesso futuro, non si hanno le stesse mete.Prendiamo come esempio gli immigrati musulmani da noi. Vivono in un Paese la cui storia è segnata costantemente dalla ricerca del «bello» in tutte le sue forme, disseminato di architetture, sculture, pitture, che ne testimoniano la storia, dai resti dell'antica Roma alle innumerevoli cattedrali, abbazie, castelli, palazzi… Ebbene, ai musulmani, come a tutti i popoli che obbediscono all'Antico Testamento, è vietata ogni forma di «rappresentazione», il che significa che tutte le opere d'arte di cui l'Italia è piena, essi non le possono né capire, né apprezzare, e che, non appena sarà in loro potere farlo, le distruggeranno. Nessuno pensi che non sarà così: non ha, forse, la Chiesa dei primi secoli, distrutto, cancellato, tutti i monumenti di Roma, perfino gli acquedotti, le fognature, i fori, gli anfiteatri?
Perché mai gli immigrati non dovrebbero avere come meta di poter governare, avere la maggioranza, poterci dominare? Sono uomini e come tali non possono desiderare altro che lasciare la propria impronta nella storia, far vincere la propria lingua, la propria religione, il proprio gruppo… Insomma, se non si cambia del tutto la rotta seguita fino ad oggi, noi non abbiamo futuro. È vero che il loro progetto è quello del Governo Mondiale, con l'unificazione di tutti i popoli, di tutte le religioni, ma sarà bene richiamarli alla realtà: hanno costretto al silenzio, all'umiliazione, addirittura al rimbambimento gli europei ponendogli sempre di fronte le stimmate della seconda guerra mondiale, ma esistono, oltre agli immigrati in Europa, miliardi di uomini, in Cina, in India, in America Latina, che non si piegano davanti alla onnipotente presunzione della guida americana e che manderanno all'aria ogni idea di uguaglianza unificatrice e di governo mondiale.Non sarebbe, dunque, urgente che anche noi, gli Italiani, gli Europei, riprendessimo in mano la nostra vita, il nostro futuro? Cosa hanno fatto di male i giovani italiani, i giovani tedeschi, nati tanto tempo dopo il fascismo, dopo il nazismo, perché debbano ancora tenere bassa la testa, umiliarsi, chiedere perdono? Questo è il razzismo, questa è l'eredità genetica, questa è la peggiore delle ingiustizie. L'Unione Europea è in crisi perché era fin dal principio un'idea irrealizzabile. Ancor più irrealizzabile è l'idea dell'Unione Mondiale. Cominciamo a lavorare per sopravvivere come italiani.

www.ilgiornale.it

martedì 17 marzo 2009

SERVONO LE RONDE ANCHE NELLA PIANA DEL SELE

Il binomio tra immigrazione clandestina e attività criminale è sempre più rimarcato dai fatti. Le cronache documentate dal nostro blog fanno da termometro circa il quadro degradante verso cui sta inesorabilmente precipitando la nostra realtà territoriale.
L’immigrazione allogena di popolamento in vasta parte di etnia africana-maghrebina, s’insinua lungo il cordone stradale della SS18 estendendosi per la zona agricola fino al mare, lambendo anche i nuclei cittadini di Battipaglia, Eboli e Capaccio. A tutto ciò, molti amministratori locali replicano con politiche proiettate verso una fantomatica e utopica integrazione, finendo in tal modo per alimentare ulteriormente il bubbone etnico già costituitosi, e prima o poi destinato a espandersi come una metastasi.
D’altra parte si evidenzia la diretta proporzionalità intercorrente tra popolazione allogena maghrebina e accrescimento degli episodi criminali, in primis, lo spaccio di stupefacenti. Riprova che qui non stiamo a fare i menagramo di mestiere o i profeti di sventura….ma ci limitiamo a registrare dati di fatto ed informare la popolazione autoctona della Piana del Sele (di retaggio lucano-cilentano) circa la gravità delle cose, mentre chi è deputato a farlo minimizza ,o peggio, nasconde la testa nella sabbia.
Riteniamo che occorre mobilitarsi. Organizzarsi secondo i crismi della legalità democratica. Costituire comitati popolari, ronde, nuclei operativi che fungano da supporto al lavoro sublime ma insufficiente, vista la vastità del fenomeno, delle forze dell’Ordine.
Abitanti della Piana del Sele, aprite i vostri occhi. Una nube fosca e tetra incombe sull’orizzonte della nostra comunità di destino. Starà a noi diradarla e scongiurarla sia per rendere giustizia all’opera dei nostri padri e sia per dare un avvenire certo ai nostri figli.
PIANA DEL SELE LIBERA!


Silarus 17-03-2009