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martedì 16 marzo 2010

ARRESTATI LATITANTI NORDAFRICANI SPACCIATORI


Eboli: l’Arma insegue clandestini spacciatori

I Carabinieri della Compagnia di Eboli, nell’ambito di mirata attività tesa ad assicurare alla giustizia eventuali ricercati, la sera del 1° marzo 2009, ad Eboli, zona 167, intercettavano un’autovettura Ford Fiesta con a bordo due persone che alla vista dei Carabinieri effettuava una brusca inversione di marcia allontanandosi a forte velocità.I Carabinieri si lanciavano subito all’inseguimento dei fuggitivi raggiungendoli e bloccandoli sulla SS 19 in località Fontana del Fico, al confine con Battipaglia.In sede di identificazione emergeva che l’auto era condotta da Mohamed Abouri, marocchino, di 35 anni, clandestino, mentre al suo fianco sedeva il latitante Rachid Dakir, anch’esso marocchino, di 24 anni, ricercato perché colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 02 gennaio 2009, dal Giudice per le Indagini preliminari del tribunale di Mantova, per concorso in traffico e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e hashish.Nella circostanza i Carabinieri attivavano la procedura per l’espulsione nei confronti dell’autista.L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato tradotto alla casa circondariale di Salerno.

http://www.dentrosalerno.it/

giovedì 14 gennaio 2010

EBOLI: NORDAFRICANI FUGGIASCHI DI SAN NICOLA VARCO OCCUPAVANO ABUSIVAMENTE EX STABILIMENTO APOF.




Apof: blitz anti irregolari nella Piana


Quindici le persone sgomberate dall'ex Apof di Eboli. Il blitz è stato portato a termine dai carabinieri della locale compagnia. Secondo quanto rilevato dagli uomini del tenente colonnello Nobile Risi gli extracomunitari di origini nordafricane avevano occupato abusivamente l'area dando vita ad un vero e proprio accampamento di fortuna. In seguito all'intervento, i nordafricani sono risultati tutti in regola con il permesso di soggiorno. Solo uno di loro è stato denunciato dalle forze dell'ordine per inosservanza a pregresso decreto di espulsione. L'uomo è stato tratto in arresto, mentre i suoi compagni sono stati tutti denunciati per invasione di suolo privato. Seconda operazione in poco più di una settimana nella Piana del Sele. Il blitz dell'Apof era stato anticipato da un'azione simile portata a termine nel complesso residenziale La Vela di Santa Cecilia da parte dei militari. Controlli che proseguono sin dallo sgombero del ghetto di San Nicola Varco. Da allora il territorio ha assistito ad una vera e propria diaspora. Chi, tra i migranti, non ha trovato riparo presso le strutture pubbliche messe a disposizione dalle istituzioni, sembra destinato a continuare a vagare in cerca di un tetto. Ieri nella Piana del Sele, inoltre, sono giunte anche le telecamere di RaiTre con l'intento di mettere a punto un parallelo tra le vicende di Rosarno, in Calabria, e quelle degli immigrati di San Nicola Varco. L'azione dei carabinieri, tornando alla cronaca locale, si è svolta, però, su due fronti. Mentre, infatti, i militari entravano nell'ex Apof, altre pattuglie rastrellavano la fascia costiera ebolitana rinvenendo un campo rom istallato su terreni di proprietà del demanio dello Stato. Una ventina tra roulottes, camper ed automobili al seguito. Nomadi già noti alle forze dell'ordine e che in passato avevano abitato proprio nel ghetto di San Nicola Varco al tempo in cui l'area dell'ex mercato ortofrutticolo voluto dalla Regione Campania - e mai avviato dopo la sua realizzazione - era stata occupata da famiglie rom ben presto giunte ai ferri corti con i nordafricani che man mano entravano la zona. In seguito all'operazione di ieri i capi famiglia nomadi sono stati denunciati dai carabinieri della compagnia di Eboli per occupazione abusiva di suolo demaniale. La loro posizione resta al vaglio delle forze dell'ordine e della magistratura.


domenica 10 gennaio 2010

CLANDESTINI NORDAFRICANI OCCUPANO ABUSIVAMENTE CASE NELLA PIANA

EBOLI: BLITZ ANTI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA, 13 DENUNCE ED UN ARRESTO

Operazione dei Carabinieri di Eboli nella Valle del Sele contro l'immigrazione clandestina. Decine di militari hanno setacciato il vasto territorio dell'entroterra ebolitano, spingendosi poi fino alla zona della litoranea. Nel mirino dei Carabinieri individuare la presenza di immigrati clandestini che dimorano tra le coltivazioni oppure occupano abusivamente anche edifici fatiscenti. I militari sono intervenuti nel Parco La Vela a S. Cecilia dove alcuni marocchini avevano occupato abusivamente due appartamenti. Dopo la denuncia della proprietà i Carabinieri della Compagnia di Eboli, diretti dal Tenente colonnello Nobile Risi, hanno provveduto allo sgombero dell'edificio. Nello stesso momento i militari sono intervenuti anche presso un agriturismo di Foce Sele dove un altro gruppo di cittadini extracomunitari, anche loro marocchini e clandestini, avevano occupato abusivamente alcuni locali. Il bilancio del doppio blitz conta ben 13 stranieri non comunitari e quindi senza permesso di soggiorno denunciati per concorso in occupazione di edificio privato. Uno di essi è stato arrestato perchè era già destinatario di un provvedimento d'espulsione. Una zona molto delicata quella dove operano i militari agli ordini del tenenete colonnello Risi. La conformazione del territorio favorisce l'utilizzo degli immigrati come manovalanza a buon mercato nelle campagna ma soprattutto da parte della criminalità organizzata. L'operazione dei carabinieri rientra nella prevista attività di monitoraggio contro il fenomeno dell'immigrazione clandestina e giunge dopo l'operazione di sgombero del centro di San Nicola Varco dove dimoravano tantissimi extracomunitari ma che nel giorno del blitz dello scorso dicembre fecero perdere le proprie tracce.

www.tvoggisalerno.it

domenica 22 novembre 2009

IL CERCHIO SI STA PER CHIUDERE: PRESO ANCHE IL CAPO DEL CARTELLO NORDAFRICANO DI SAN NICOLA VARCO CHE MONOPOLIZZAVA IL TRAFFICO DI HASCISC NELLA PIANA



Catturato il capo della banda che spacciava e trafficava sostanze stupefacenti nell’area dell’ex mercato ortofrutticolo di San Nicola Varco

EBOLI: I Carabinieri coordinati dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – di Salerno hanno catturato il capo della banda che spacciava e trafficava sostanze stupefacenti nell’area dell’ex mercato ortofrutticolo di San Nicola Varco, sfuggito al blitz del 14 novembre u.s., allorché furono assicurati alla giustizia sei suoi connazionali per associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di droghe.
I Carabinieri della Compagnia di Eboli, diretta dal Ten.Col. Nobile Risi e coordinati dal Procuratore Capo della Repubblica di Salerno – Direzione Distrettuale Antimafia – dottor Franco Roberti, hanno assicurato alla giustizia anche il capo della banda degli extracomunitari che erano dediti allo spaccio e traffico di hashish nell’area degradata dell’ex mercato ortofrutticolo di San Nicola Varco di Eboli. Il ricercato, che si identifica in MORTAJIL El Bachir, di 29 anni, è stato localizzato in un cantiere nella frazione Mattinelle posto al confine tra i comuni di Eboli e di Campagna ed era al vertice del gruppo di spaccio e traffico di droghe. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Eboli, guidati dal Tenente Francesco Manna, la decorsa notte, previa cinturazione ed isolamento di sicurezza catturavano in prossimità del casolare rurale il ricercato che sottoponevano a fermo traducendolo nella casa circondariale di Salerno ove già sono ristretti sei suoi connazionali perché indiziati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hashish.




giovedì 19 novembre 2009

S. NICOLA VARCO, CENTRO DELLO SPACCIO DI HASHISH GESTITO DAI NORDAFRICANI. I FALSI PROFETI DEL BUONISMO PSEUDOUMANITARIO SMENTITI DAI FATTI.

Droga nella Piana: sei arresti

• Sgominata una rete di spacciatori di hashish che operava tra i marocchini accampati nella struttura regionale sgomberata a San Nicola Varco. Sei sono gli extracomunitari assicurati alla giustizia. Un settimo, il capo dell’organizzazione, è riuscito a fuggire. • L’operazione antidroga denominata "Gold black", coordinata dalla Dda di Salerno, diretta dal Procuratore Franco Roberti, ha portato all’emissione di 4 ordini di fermi e 2 arresti in flagranza di spaccio, eseguiti dai carabinieri della compagnia di Eboli, diretta dal tenente colonnello Nobile Risi.
• Nella giornata di ieri i carabinieri hanno eseguito gli arresti di Abdel Mortachi, 25 anni, Azdine Makbor, 18, Nouredine El Moufid, 24, e Inb El Jalil El Mokhtar, 35. Tutti sono stati colpiti da un’ordinanza di misura cautelare in carcere per associazione a delinquere finalizzato all’acquisto, alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Della stessa organizzazione fanno parte anche Said Mortajil, 21 anni, e Mhammedi Ajdir, 23, che sabato sera sono stati arrestati in flagranza di spaccio dai carabinieri del nucleo operativo della locale compagnia, guidato dal tenente Francesco Manna. Said Mortajil e Inb El Jalil El Mokhtar erano giá stati arrestati in una precedente operazione dei carabinieri contro lo spaccio al minuto nel ghetto di San Nicola Varco.
• L’operazione "Gold black" è partita con l’arresto di un giovane pusher avvenuto a Campagna. In quell’occasione i carabinieri trovarono tracce e collegamenti dell’arrestato con uno spacciatore marocchino che operava a San Nicola Varco. Il nordafricano era organico al "clan" che faceva base proprio nella struttura regionale abbandonata e mai destinata alla sua funzione di mercato ortofrutticolo. I carabinieri in queste settimane hanno portato a termine lunghi appostamenti in zona, risalendo ai componenti dell’associazione a delinquere che aveva monopolizzato lo spaccio di hashish nella Piana e nei Picentini e smerciava etti di droga ogni fine settimana.
• Il cerchio delle indagini si è stretto così intorno al ghetto di San Nicola Varco. I carabinieri hanno a lungo monitorato l’area con appostamenti di giorno e di notte. Nel corso delle attivitá sono stati controllati numerosi assuntori di stupefacente che facevano rifornimento di hashish dagli spacciatori marocchini. I carabinieri hanno accertato anche il luogo dello spaccio. Lo scambio avveniva sul ponticello che sovrastata il canale di irrigazione che scorre sul perimetro dell’ex mercato. Lo spaccio era perlopiù diurno. Non più tardi delle 21. Dopo lo sgombero del campo dell’11 novembre, i pusher si erano spostati a Cioffi. Il loro riferimento era una roulotte. • Sabato notte l’ultimo arresto che ha accelerato i tempi di tutta l’operazione, con la decisione della Procura di emettere i provvedimenti di fermo.
Massimiliano Lanzotto

http://www.lacittàdisalerno.it/

giovedì 12 novembre 2009

SGOMBERATO IL TUGURIO ISLAMICO DI SAN NICOLA VARCO, MA I CLANDESTINI NORDAFRICANI NON VENGONO ARRESTATI E SI DISSEMINANO NELLA PIANA


IMMIGRATI SGOMBERATI DAL CENTRO DI SAN NICOLA VARCO A EBOLI
Il sindaco di Eboli: "Era un problema che andava affrontato, qui a san Nicola Varco c'era una vera e propria emergenza ambientale con disastro igienico sanitario"
Oltre 200 uomini, tra polizia, carabinieri e Guardia di Finanza, hanno iniziato perquisizioni e controlli nell'area di San Nicola Varco di Eboli dove vivono quasi 800 nordafricani, per lo più marocchini. L'operazione di stamani si inquadra nel provvedimento di sequestro dell'area, disposto dalla magistratura salernitana per motivi di igiene e sanità pubblica. Nel corso dell'operazione si sono effettuate perquisizioni e controlli nell'intera area di 14 ettari di terreno che la Regione Campania ha trasferito al ministero dell'Agricoltura. "Era un problema che andava affrontato, qui a san Nicola Varco c'era una vera e propria emergenza ambientale con disastro igienico sanitario". E' quanto ha affermato il sindaco di Eboli Martino Melchionda, che stamani è stato presente allo sgombero da parte di polizia, carabinieri e guardia di finanza. "In passato abbiamo dato sostegno affinché gli extracomunitari potessero rientrare in patria, attraverso la Regione Campania e l'Oim (organizzazione internazionale migrazioni), ora siamo pronti come amministrazione comunale e a dare una mano agli extracomunutari regolari attraverso anche soluzioni alloggiative temporanee", ha proseguito il sindaco. "E' un intervento inaccettabile. E' la vergogna di questo Paese". E' quanto ha affermato il segretario regionale della Cgil Michele Gravano, anche lui stamani a San Nicola Varco assieme ai vertici sindacali della provincia di Salerno. "Da ieri eravamo stati allertati che qualcosa sarebbe successo questa mattina. Vogliamo auspicare - aggiunge - che a questo punto i sindaci dei territori vicini ad Eboli possano intervenire per dare assistenza ai tanti immigrati che da questa mattina all'alba hanno lasciato San Nicola Varco per andare a lavorare i campi". Gravano risponde che "l'economia di queste zone si basa su queste persone. E' questa l'amara realtà" a chi gli chiede della presenza di immigrati senza permesso di soggiorno.
IL COMUNICATO DEL SINDACO DI EBOLI
Nessuna valutazione sul piano delle decisioni giudiziarie, ma grande disponibilità agli interventi umanitari. Il Sindaco di Eboli, Martino Melchionda, accorso a San Nicola varco dove in mattinata è partita l’operazione sgombero e sequestro dell’area occupata dagli immigrati extracomunitari, ha così commentato la vicenda. «Rispettiamo la decisione assunta autonomamente dalla procura della repubblica. Un intervento, in ogni caso, che va nella direzione di tutelare innanzitutto coloro che vivono in questa area di proprietà della Regione Campania, dove le condizioni igieniche erano diventate drammatiche. Si tratta, comunque, di una decisione in linea con l’intesa dello scorso maggio tra Regione Campania, Prefettura di Salerno e Comune di Eboli che punta a liberare totalmente l’area per il prossimo 31 dicembre, in modo da salvaguardare la salute di chi per anni ha dimorato a San Nicola Varco in terribili condizioni igienico-sanitarie e mettere la zona a disposizione degli importanti progetti di sviluppo del territorio». Melchionda poi dichiara la disponibilità di Eboli ad intervenire sulle emergenze che si aprono a San Nicola Varco. «Da tempo, in sintonia con l’OIM, abbiamo avviato il programma di rientro assistito, con decine di immigrati che hanno accolto il nostro impegno, usufruendo dei benefici per coloro che optano per il rientro in patria. Già in mattinata abbiamo allertato tutte le nostre strutture sociali, in modo da farci trovare pronti alle eventuali chiamate del coordinamento della prefettura di Salerno per intervenire nelle situazioni più difficili».

lunedì 12 ottobre 2009

I NORDAFRICANI CLANDESTINI DI SAN NICOLA VARCO CERCANO DI REGOLARIZZARSI TRUFFALDINAMENTE ATTRAVERSO IL DECRETO SANATORIA SULLE BADANTI.

S. NICOLA VARCO: I BRACCIANTI DIVENTANO BADANTI

EBOLI - E' emerso molto altro dalla visita effettuata dal capo missione dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) Peter Schatzer, al "ghetto" di San Nicola Varco, oltre alla soddisfazione per quanto svolto dalla task force istituzionale. Emergono risvolti preoccupanti relativi a nuovi fenomeni che avrebbero iniziato a registrarsi sul territorio: su tutti, quello della regolazzazione dei circa 700 immigrati per "vie traverse". E cioè con la partecipazione al programma di regolarizzazione di colf e badanti. "Un certo numero di marocchini è partito e sta partendo per diventare colf o badanti, anche se secondo le regole bisogna dimostrare d’averlo fatto per tre mesi prima dell’entrata in vigore della regola, ma sembra che qui, di nuovo, qualcuno ci stia guadagnando sopra”. Denunica chiara di casi che, tuttavia, resterebbero circoscritti, almeno per il momento. “Ci sono già un paio di casi - prosegue Schatzer -. Altri cercheranno di mettersi in regola attraverso questo meccanismo. Il problema è che devono pagare anche qui molto caro e se qualcosa non va in porto i soldi sono persi, insieme a quelli che hanno dato per arrivare fin qui. Chiedono qualche migliaia di euro, in alcuni casi si arriva anche a 3 mila euro”. Fenomeno da arginare, soprattutto per i presupposti malavitosi che esso presenta. Il rischio è che si finisca in una rete simile a quella che ha portato centinaia di immigrati in Italia. Costretti a pagare per un contratto di lavoro e giunti con tanto di visto sul passaporto. una volta nel Bel Paese, però, del datore di lavoro neanche l'ombra. Il ripetersi della triste esperienza, quindi, è dietro l'angolo. Schatzer è intervenuto anche su questa vicenda. In un virgolettato, riportato dal quotidiano on line Affaritaliani.it, il capo missione Oim commenta: "Aspettiamo quel che faranno i magistrati e la procura. Noi abbiamo dato tutti i dettagli delle persone che hanno truffato, quelli che potevano dimostrarlo. Non abbiamo ancora visto nessun caso accettato come tratta di esseri umani, l’unico modo per dare un permesso che dia la possibilità di lavorare regolarmente. Come collaboratori di giustizia, il permesso dà solo lo status di rimanere, ma non possono lavorare e non possono fare nient’altro. È piuttosto drammatica la situazione degli irregolari, non cambierà molto”.Intanto nel campo, tra una lezione di italiano e l'istallazione di bagni e docce ("fino ad oggi ancora non funzionanti"), continuano i rimpatri assistiti secondo la formula che prevede la consegna di 1.100 euro ad ogni immigrato he sceglie di tornare nella propria patria, lì dove potrà usufruire di sostegno per l'avviamento al lavoro.

www.eolopress.it

martedì 29 settembre 2009

EBOLI:PRESO ENNESIMO SPACCIATORE NORDAFRICANO

- EBOLI (SALERNO), 27 SET - Un cittadino marocchino di 32 anni è stato arrestato a Eboli (salerno) dai carabinieri perché ricercato per spaccio di droga dallo scorso anno. L'uomo era tornato nel centro della Piana del Sele ed è stato sorpreso dai militari della locale compagnia, coordinati dal tenente colonnello Nobile Risi, mentre era in strada. Cercava di confondersi tra quanti stavano prendendo parte ai festeggiamenti per i santi patroni Cosma e Damiano.(ANSA).


www.ansa.it

giovedì 13 agosto 2009

EBOLI:I MAGHREBINI INCENDIANO ANCORA COPERTONI, DISSEMINANDO DIOSSINA NELL'ARIA....E POI TENTANO DI FARE LE VITTIME DINANZI ALL'OPINIONE PUBBLICA

Nuovo incendio nel "ghetto". Allarme a San Nicola Varco

EBOLI - Nuovo rogo, nel pomeriggio, all'interno dell'ex mercato ortofrutticolo di San Nicola Varco.
Una colonna di fumo - raccontano i residenti della zona - si è sollevata intorno alle ore 16,30 dall'area che ospita centinaia di extracomunitari di origine marocchina. Sul posto i mezzi dei Vigili del fuoco che hanno spento l'incendio. Ad innescare le fiamme sarebbero stati alcuni pneumatici. Inevitabile per gli inquirenti diviene l'ipotesi dolosa alla base delle fiamme che si sono presto propagate nell'area. Attenzione alta, dopo l'ulteriore intervento, da parte della task force regionale messa in piedi in collaborazione con il comune di Eboli, che ha portato in loco bagni e docce. Attenzione alta per quanto concerne la salubrità del luogo e delle aree circostanti. La garanzia di sicurezza igienico - sanitaria diviene sempre più argomento pressante da trattare ai tavoli di concertazione chiamati a considerare eventuali interventi da assumere in merito al controllo di quanto accade nel campo: troppi, nel corso degli anni, i pneumatici andati in fumo. Poco credibile l'ipotesi di "autocombustione". Intanto, in relazione a quanto accaduto oggi, nessuna conseguenza sarebbe stata registrata a cose e persone.

http://www.eolopress.it/

domenica 9 agosto 2009

EBOLI: SNIDATA MACELLERIA ISLAMICA ABUSIVA A SANTA CECILIA

EBOLI- Sigilli ad una macelleria islamica in località Santa Cecilia di Eboli. I carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni di Salerno. hanno sequestrato l'attività di circa 300 metri quadrati in quanto sprovvista delle necessarie autorizzazioni.
Già nel giugno scorso l'esercizio commerciale aveva subito un fermo da parte delle autorità, ma i due titolari, marito e moglie, lei polacca, lui marocchino, hanno continuato la loro attività. Nel corso delle operazioni il Nas ha rilevato anche carenze igienico sanitarie. degli ambienti, nonchè il cattivo stato di conservazione degli alimenti venduti al banco.
Al sequestro è seguita anche l'ordinanza di chiusura emessa dal sindaco di Eboli, Martino Melchionda. I due titolare dovranno, infatti, rispondere anche di concorso in costruzione abusiva. La struttura è stata realizzata abusivamente in una zona sottoposta a vincoli ambientali.

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mercoledì 29 luglio 2009

IL COMUNE DI EBOLI E LA REGIONE INTENDONO ULTERIORMENTE AIUTARE I CLANDESTINI DI SAN NICOLA VARCO IN DEROGA ALLE LEGGI NAZIONALI CHE LO VIETANO.

Eboli. dal Comune: «L’incendio sviluppatosi a San Nicola Varco non fermerà il programma di aiuti sociali nella zona in favore degli immigrati».

«L’incendio sviluppatosi a San Nicola Varco non fermerà il programma di aiuti sociali nella zona in favore degli immigrati». L’annuncio è dell’assessore alle politiche sociali del Comune di Eboli, Luca Sgroia, impegnato in prima persona nei primi interventi dopo che le fiamme avevano avvolto alcune strutture nella zona di San Nicola Varco. Abbiamo provveduto innanzitutto a mettere in sicurezza la zona - spiega l’assessore Sgroia -. Ma subito dopo, sul posto, sono state trovate le soluzioni per chi aveva subito danni dalle fiamme. Nel frattempo, abbiamo emesso un’ordinanza di abbattimento del manufatto interessato dalle fiamme, abbattimento che dovrà essere eseguito dalla Regione. Si tratta di un’ordinanza emessa per salvaguardare l’incolumità di chi si muove in quella zona». A proposito del programma di intervento, Sgroia illustra l’esito dell’incontro urgente convocato presso la Regione Campania. «Subito dopo l’incendio - dice l’assessore comunale - è stata convocata una riunione della task force messa in piedi per l’emergenza San Nicola Varco. Tutti, a partire dal Comune di Eboli, sono stati concordi nel confermare la piena volontà di portare avanti il programma di aiuti sociali, nel rispetto del protocollo di maggio che prevede una serie di attività tese al superamento dell’emergenza San Nicola Varco entro 8 mesi».

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lunedì 29 giugno 2009

EBOLI: PROSTITUZIONE E ZINGARI DETURPANO LA LITORANEA

MARINA DI EBOLI. I Carabinieri hanno sgombrato una carovana di 50 nomadi di etnia rom dalla fascia costiera


All’alba di stamane i Carabinieri della Compagnia di Eboli, nell’ambito del piano anticrimine “ESTATE TRANQUILLA” hanno sgomberato dalla fascia pinetata di Campolongo di Eboli una carovana di nomadi di etnia ROM dell’ex Iugoslavia (serbi, croati e bosniaci), composto da circa 50 persone, con 13 camper e roulotte. Nel contesto dell’operazione sono state allontanate dagli “spartifuoco” della pineta quattro ragazze dei paesi dell’Est Europa mentre si apprestavano ad esercitare l’attività del meritricio. Il fenomeno della prostituzione viene contrastato efficacemente con la presenza dinamica delle pattuglie dei Carabinieri che presidiano le discese a mare prescelte dalle fanciulle per prostituirsi.


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domenica 21 giugno 2009

MAROCCHINO ACCOLTELLA PROPRIO CONNAZIONALE NEI PRESSI DELL'ISLAMOPOLI DI SAN NICOLA VARCO

Un marocchino di 26 anni è stato accoltellato nella tarda serata di ieri a San Nicola varco di Eboli da un connazionale che s’è reso irreperibile. L’extracomunitario ha riportato una ferita all’addome ed è ancora ricoverato in Ospedale. Sull’accaduto indagano i Carabinieri che sono sulle tracce dell’aggressore. All’alba, invece, i militari di Battipaglia hanno controllato un furgone che trasportava 500 kg di pane in pessime condizioni igieniche. La merce è stata distrutta poiché inadatta al consumo, mentre il trasportatore è stato multato. I Carabinieri del Reparto Operativo di Salerno, infine, hanno arrestato ieri sera un marocchino già espulso dal territorio nazionale perché irregolare. I militari lo hanno sorpreso nella stazione ferroviaria del capoluogo.


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martedì 2 giugno 2009

EBOLI: PRESO NARCOTRAFFICANTE MAROCCHINO CHE SPACCIAVA IN ZONA LITORANEA

MARINA DI EBOLI. I Carabinieri hanno arrestato un trafficante di droghe pesanti e leggere

I Carabinieri della Compagnia di Eboli, nell’ambito di mirato servizio antidroga, a Marina di Eboli, hanno intercettato un’autovettura Fiat Marea (peraltro risultata compendio di furto consumato la notte del 19 maggio a Salerno, in danno di M.B. di 34 anni, del luogo), con alla guida Adil BENKKHALEK , marocchino, di 26 anni, che, alla vista dei Carabinieri tentava di disfarsi maldestramente di un involucro contenente 21 grammi di cocaina già confezionata in dosi termosaldate, 5 grammi di semi di canapa indiana e 26 munizioni di pistole calibro 9 e 7,65 e, subito dopo, si dava alla fuga attraverso i campi circostanti la rotabile SP 262, sulla quale stava viaggiando, venendo subito inseguito, raggiunto e bloccato dai carabinieri che lo traevano in arresto per detenzione e traffico di sostanze stupefacenti pesanti e leggere, per ricettazione dell’auto e detenzione illegale di munizioni per armi comuni da sparo. Le droghe e le munizioni saranno depositate all’ufficio corpi di reato della Magistratura, mentre la Fiat Marea veniva affidata in giudiziale custodia ad autorizzata ditta del luogo. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato tradotto alla casa circondariale di Salerno.


FONTE: www.12mesi.it

martedì 12 maggio 2009

LA VERITÀ SULL’ISLAMOPOLI DI SAN NICOLA VARCO, AL DI LÀ DEI BUONISMI E DELLE PERENNI MENZOGNE.

Articoli di stampa, reportage televisivi, resoconti sindacali vari, tendono a raffigurare la realtà di San Nicola Varco come un ghetto popolato da povera gente umile, lavoratrice e bisognosa, sfruttata fino alle midolla dai caporali della terra, in cerca di una definitiva collocazione nella cornice di vita della nostra piana.
Si parla con il languore agli occhi tipico del giornalismo farisaico peloso, oggi di gran moda, di uomini eroici immolatisi dalla propria terra di destino, per cercare fortuna alla volta di questo paradisiaco microcosmo di fortunata e opulenta terra italica.
Dietro a questa oleografica rappresentazione, in verità, si occulta sulle effettive escrescenze fenomeniche prodotte dalla presenza di questi allogeni maghrebini, circa duemila nella fattispecie, e quasi tutti in palesi condizioni di clandestinità, riferendoci, ovvio, alla zona oggetto delle nostre argomentazioni.
Escrescenze che il più delle volte danno invece luogo a fenomeni criminali, quasi sempre connessi alla rincorsa del guadagno facile o di un espediente qualunque, pur di eludere il duro lavoro dei campi, il quale a conti fatti, sembra destinato solo a poche decine di unità, quelle che incontrano le reali ed effettive esigenze dei produttori agricoli (ultimamente sempre più orientati verso l’impiego della più fattiva manodopera femminile dell’est europeo).
Ma gli imbonitori del pensiero unico osano affermare che questi manterrebbero in piedi la nostra agricoltura. Mai sentito niente di più menzognero.
Dalla SS18, nel frattempo, si stagliano in prossimità dell’imbocco per San Nicola Varco due silos e una vecchia struttura masserizia, molto probabilmente un tempo adusa a deposito o stalla. Questo insospettabile sito, in parvenza deserto e obliato, si rivela come il centro propulsore del narco-crimine dell’intera piana. Centinaia di giovani alla ricerca dello sballo facile si recano in questo misterioso laboratorio per fornirsi di hascisc, marijuana e altro....con la solita intoccabile masnada di spacciatori maghrebini a menare le danze...
Miriadi di retate delle forze dell’ordine che cadono sovente nel vuoto, e che nella migliore delle ipotesi, se ne arrivano a prendere uno, provvede il garantismo giudiziario filo-immigrato a rimetterlo in circolazione.
Quel centro di smercio della morte rimane là, presidiato e attivo tra il silenzio irresponsabile di chi non denuncia dissimulando tutto con il consueto stuolo di imposture dolciastre e al tempo, ripugnanti nel solo sentir riecheggiare.
E che dire del forno fai-da-te che dovrebbe quietare gli appetiti della “benemerita” comunità clandestina e che i giornalisti ipocriti si sono apprestati a lodare come esempio di capacità organizzativa dei medesimi? Adoperato anche quello per il commercio abusivo del pane ( e i panettieri autoctoni non denunciano?) ma finché non emerge in tutto il suo nitore la flagranza di reato, ogni cosa rimane serenamente impunita e racchiusa nell’angustio e sterile circolo del sospetto.
Filotti di auto e motorini rubati fanno da contorno nell’immaginifico proscenio del grande tugurio islamico che un tempo, ahinoi, doveva ospitare il più grande mercato ortofrutticolo della regione. Ed invece il degrado e gli afrori esotici regnano sovrani, il crimine allogeno prospera indisturbato e da altre sedi istituzionali si ordiscono speciosi disegni di villaggi, roulottopoli, corredati magari da moschee, casbah, minareti con tanto di richiamo del muezzin. Non ci siamo proprio.

Silarus

LITORANEA DI EBOLI: LA GUARDIA DI FINANZA SMASCHERA APPARTAMENTI ABUSIVI FITTATI AD IMMIGRATI CLANDESTINI

La Guardia di Finanza di Eboli ha eseguito, su delega della Procura della Repubblica di Salerno, il sequestro preventivo di tre immobili, due dei quali già oggetto di precedenti perquisizioni, siti in via Silvio Pellico in località Campolongo di Eboli. Le attività di sequestro rientrano nell’ambito dell’intensificazione dei servizi a contrasto dello sfruttamento dell’immigrazione clandestina nella Piana Sele predisposti dal Comando Provinciale di Salerno. In particolare, il sequestro giunge al termine di particolari indagini eseguite dalle Fiamme Gialle ebolitane che, il 3 marzo u.s., unitamente al personale della Polizia Municipale e della Polizia di Stato del Commissariato di Battipaglia, effettuarono una serie di perquisizioni domiciliari. I finanzieri, infatti, eseguirono alcuni decreti di perquisizione domiciliare presso 11 mini appartamenti ubicati in due stabili, risultati poi abusivi e con allacci clandestini per la fornitura di acqua ed energia, che disponevano di numerosi posti letto dati in fitto ad extracomunitari per cento euro circa mensili ciascuno; nell’occasione vennero identificate 35 persone di cui 11 prive del permesso di soggiorno e dei documenti personali di riconoscimento che dimoravano in condizioni igieniche assolutamente precarie. Proprietari dei suddetti immobili sono risultati due fratelli italiani con svariati precedenti per sfruttamento e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Al termine delle suddette indagini, la Procura della Repubblica di Salerno ha richiesto al Giudice per le Indagini Preliminari il sequestro preventivo degli immobili dei citati soggetti, al fine di impedirne il successivo utilizzo per le medesime finalità, oltre ad un terzo immobile di proprietà della madre dei soggetti. La normativa vigente prevede, per chi sfrutta o agevola l’immigrazione clandestina non solo pene detentive ma anche misure patrimoniali ovvero la possibilità di confiscare gli immobili dove vengono ospitati extracomunitari non in regola con il permesso di soggiorno. I finanzieri sono intervenuti nuovamente all’alba di oggi, insieme alla Polizia Municipale di Eboli ed alla Polizia di Stato di Battipaglia, presso i fatiscenti immobili ove sono stati nuovamente identificati 36 extracomunitari. Due soggetti sono risultati privi di permesso di soggiorno e quindi sottoposti a provvedimento di espulsione, uno, invece, già sottoposto ad espulsione dal territorio dello Stato, è stato tratto in arresto ed associato presso la casa circondariale di Fuorni. Nel corso dell’intervento è stata altresì sequestrata un’arma detenuta illegalmente e sono stati apposti i sigilli agli edifici alla presenza dei legittimi proprietari, che, di conseguenza, dovranno rispondere di favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina, con il rischio di vedersi definitivamente sottratta la proprietà dell’edificio.

fonte: http://www.12mesi.it/

lunedì 23 marzo 2009

INSEDIAMENTO ROULOTTE PER IMMIGRATI A SAN NICOLA VARCO: IL SINDACO DI EBOLI SCRIVE AL PREFETTO

Eboli. Questione S.Nicola Varco: il sindaco scrive al Prefetto

La querelle San Nicola Varco arriva sulla scrivania del Prefetto di Salerno. Il Sindaco di Eboli, Martino Melchionda, ha scritto in mattinata al rappresentante di Governo per illustrare gli ultimi avvenimenti. La stessa lettera è giunta, per conoscenza, al Presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino. «Illustrissimo Sig.Prefetto, Le Scrivo in relazione all’iniziativa, assunta dall’assessore all’immigrazione della Regione Campania, volta alla bonifica dell’area indicata in oggetto, e alla sistemazione in loco di 80 containers e 50 roulottes, per la sistemazione delle diverse centinaia di persone straniere che, come noto, vivono in quell’area. Come è emerso immediatamente, l’iniziativa regionale non aveva e non ha avuto il consenso di questa Amministrazione, se non limitatamente alla bonifica dell’area. Ma anche con riguardo a questa attività, il decreto dirigenziale che allego dispone semplicemente la rimozione di arbusti ed erbacce da “accantonarsi provvisoriamente in cassoni scarrabili”, il tutto senza far menzione del piano di caratterizzazione che, presumibilmente, sarà stato redatto dall’Arpac, così come convenuto in occasione degli incontri tenuti presso Codesta Prefettura; allo stato, quindi, non è stato resa nota la natura dei rifiuti stoccati negli anni in quell’area, e neppure la quantità dei medesimi, non potendo escludersi la presenza di materiali speciali e pericolosi. Tuttavia, l’iniziativa menzionata è già causa di una aggravamento dei problemi derivanti dalla presenza delle persone ivi residenti, e delle loro condizioni di vita; ciò in quanto, il solo, impudente annuncio dell’installazione di strutture residenziali, sta attraendo altre persone, di nazionalità non solo Nordafricana, tutte per altro non identificate ne conosciute alle autorità, provenienti da ogni parte. Ormai, tale condizione, e ciò la presenza di molte centinaia di persone non identificate, prive di permesso di soggiorno ed il rischio di un aumento ulteriore e significativo di esse, rende il quadro, se possibile, ancora più drammatico, sotto il profilo della situazione sanitaria e della sicurezza pubblica, ed è motivo di allarme per i tanti cittadini italiani ivi residenti, dei quali, ad oggi, non si tiene alcun conto. Si consideri, inoltre, che l’azione intrapresa è finalizzata alla sistemazione di persone in gran parte irregolari o clandestini, potendo tale attività configurare perfino una palese violazione delle norme vigenti che tendono a contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina. In ragione di quanto rappresentato, Chiedo alla Signoria Vostra di voler adottare con comprensibile urgenza, le misure necessarie per impedire, nell’immediato, un ulteriore aumento delle presenze di stranieri in quell’area, e di procedere alle ulteriori iniziative che riterrà opportune».

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sabato 21 marzo 2009

ANCHE IL SINDACO DI EBOLI SI OPPONE ALL'INSANA INIZIATIVA DELLA GIUNTA REGIONALE

Eboli. La Regione occupa S.Nicola Varco. Il sindaco Melchionda dice no!

Il Sindaco di Eboli, Martino Melchionda, diffida la Regione Campania affinché non immetta volumi nell’area di San Nicola Varco. Il caso è esploso in mattinata, quando il primo cittadino di Eboli ha ricevuto comunicazione dai carabinieri di interventi che si stavano effettuando presso San Nicola Varco. Sembra che la Regione abbia deciso di liberare una parte del piazzale di San Nicola Varco, dove sistemare prefabbricati, case smontabili. «Si tratta di un atto gravissimo, frutto di una scorrettezza istituzionale inaccettabile - sottolinea il Sindaco di Eboli, Martino Melchionda -. Sul nostro territorio qualcuno ha deciso di realizzare nuovi alloggi, senza nemmeno informare il Comune. Il tutto avverrebbe calpestando gli accordi, assunti proprio con la Regione Campania, che prevedevano che l’area fosse sgomberata, venisse bonificata e messa in sicurezza. Tutto ciò per avviare la realizzazione del Polo Agroalimentare, un’occasione irrinunciabile per l’intera Campania. Ora qualcuno dovrebbe informare, invece, l’intera regione Campania, che si stanno mettendo in atto interventi che, di fatto, impediscono il decollo dell’importante struttura». Poi Melchionda ricorda i termini dell’accordo tra Comune di Eboli e Regione Campania in merito al destino degli immigrati attualmente a San Nicola Varco: «L’accordo assunto con la Regione Campania prevedeva la sistemazione di alcuni extracomunitari in una zona limitrofa, proprio perché l’intenzione era di liberare e bonificare San Nicola Varco. Naturalmente tutto sarebbe dovuto avvenire al termine di una verifica sulle presenze, perché gli interventi erano indirizzati agli immigrati regolari o regolarizzabili. Così come sta agendo la Regione, invece, si va verso una sorta di stabilizzazione che è in realtà una vera e proprio ghettizzazione. Se l’intenzione è di realizzare un piccolo paese nella struttura di San Nicola Varco, con immigrati che neppure si conoscono, senza alcuna verifica, Eboli è decisamente contraria e lotterà con tutte le sue forze. Ci chiediamo quali siano i progetti e gli obiettivi di una stabilizzazione che comprenda tutto e tutti, senza alcun controllo, su un territorio che non è preparato. Fino a quando abbiamo ragionato sulla bonifica, allora l’accordo c’era, perché l’obiettivo finale era la sistemazione degli immigrati regolari e la liberazione di San Nicola Varco per ospitare il Polo Agroalimentare, così come previsto anche dal nostro strumento urbanistico. Ma ci opporremo ad ogni intervento che punti ad aumentare i volumi in quella zona». Da Eboli parte una richiesta precisa. «Si deve fermare tutto, perché sul suo territorio è necessario che si esprima il Consiglio comunale. Ogni azione deve essere concordata, così come quelle previste dal recente accordo che ora la Regione vorrebbe calpestare. Ci opporremo a qualsiasi atto unilaterale. Anzi, in questa vicenda deve scendere in campo il Governo nazionale, attraverso il Ministero dell’Interno, poiché in quella zona ci sono centinaia di immigrati irregolari».

fonte: www.12mesi.it