lunedì 29 giugno 2009

EBOLI: PROSTITUZIONE E ZINGARI DETURPANO LA LITORANEA

MARINA DI EBOLI. I Carabinieri hanno sgombrato una carovana di 50 nomadi di etnia rom dalla fascia costiera


All’alba di stamane i Carabinieri della Compagnia di Eboli, nell’ambito del piano anticrimine “ESTATE TRANQUILLA” hanno sgomberato dalla fascia pinetata di Campolongo di Eboli una carovana di nomadi di etnia ROM dell’ex Iugoslavia (serbi, croati e bosniaci), composto da circa 50 persone, con 13 camper e roulotte. Nel contesto dell’operazione sono state allontanate dagli “spartifuoco” della pineta quattro ragazze dei paesi dell’Est Europa mentre si apprestavano ad esercitare l’attività del meritricio. Il fenomeno della prostituzione viene contrastato efficacemente con la presenza dinamica delle pattuglie dei Carabinieri che presidiano le discese a mare prescelte dalle fanciulle per prostituirsi.


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domenica 21 giugno 2009

MAROCCHINO ACCOLTELLA PROPRIO CONNAZIONALE NEI PRESSI DELL'ISLAMOPOLI DI SAN NICOLA VARCO

Un marocchino di 26 anni è stato accoltellato nella tarda serata di ieri a San Nicola varco di Eboli da un connazionale che s’è reso irreperibile. L’extracomunitario ha riportato una ferita all’addome ed è ancora ricoverato in Ospedale. Sull’accaduto indagano i Carabinieri che sono sulle tracce dell’aggressore. All’alba, invece, i militari di Battipaglia hanno controllato un furgone che trasportava 500 kg di pane in pessime condizioni igieniche. La merce è stata distrutta poiché inadatta al consumo, mentre il trasportatore è stato multato. I Carabinieri del Reparto Operativo di Salerno, infine, hanno arrestato ieri sera un marocchino già espulso dal territorio nazionale perché irregolare. I militari lo hanno sorpreso nella stazione ferroviaria del capoluogo.


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PERSANO: SVENTATO ENNESIMO FURTO DI CENTINAIA DI PANNELLI FOTOVOLTAICI COMPIUTO DALLA DELINQUENZA NORDAFRICANA

I Carabinieri della compagnia di Eboli hanno sventato un furto di pannelli solari alla Centrale Fotovoltaica dell’ENEL di Persano-Serre.
Nel corso della notte, i militari hanno rinvenuto e sequestrato nei pressi dell’impianto, un autocarro con 156 pannelli appena smontati dalla piattaforma, e un’auto. La refurtiva, del valore di circa 300mila euro è stata restituita. Identificati i 4 marocchini che alla vista delle pattuglie si sono dileguati nei campi. Per loro scatterà la denuncia per concorso in tentato furto e danneggiamento aggravato.

fonte: www.vocidalcilento.it

domenica 7 giugno 2009

CAPACCIO SCALO. RUMENO ACCOLTELLA CON FEROCIA LA CONVIVENTE PER GELOSIA. ARRESTATO DAI CARABINIERI

Nella tarda serata del 6 giugno 2009, i Carabinieri della Stazione di Capaccio Scalo e del Nucleo Operativo e Radiomobile di questa Compagnia hanno arrestato per duplice tentato omicidio Petrica Ion TINCA, ventisettenne cittadino rumeno, domiciliato a Capaccio Scalo, il quale, qualche ora prima, mentre si trovava all’interno della propria abitazione, al termine di una furibonda lite scaturita per motivi di gelosia, ha impugnano un coltello da cucina e con selvaggia e cinica determinazione ha inferto diciassette coltellate alla sua convivente, C. S., ventottenne, sua connazionale, ricoverata in prognosi riservata presso l’ospedale di Agropoli a seguito delle lesioni riportate nonché ad un conoscente della coppia, B. C., cinquantaduenne da Capaccio Scalo intervenuto in difesa della donna che ha riportato una lieve ferita. L’aggressore, successivamente, dopo essersi reso conto della gravità dell’accaduto e, nella convinzione di avere ucciso la sua convivente, si è auto inferto due coltellate al torace per le quali è stato ricoverato presso l’ospedale di Battipaglia ove attualmente è piantonato dai Carabinieri. Il coltello utilizzato dall’aggressore è stato sequestrato.


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martedì 2 giugno 2009

EBOLI: PRESO NARCOTRAFFICANTE MAROCCHINO CHE SPACCIAVA IN ZONA LITORANEA

MARINA DI EBOLI. I Carabinieri hanno arrestato un trafficante di droghe pesanti e leggere

I Carabinieri della Compagnia di Eboli, nell’ambito di mirato servizio antidroga, a Marina di Eboli, hanno intercettato un’autovettura Fiat Marea (peraltro risultata compendio di furto consumato la notte del 19 maggio a Salerno, in danno di M.B. di 34 anni, del luogo), con alla guida Adil BENKKHALEK , marocchino, di 26 anni, che, alla vista dei Carabinieri tentava di disfarsi maldestramente di un involucro contenente 21 grammi di cocaina già confezionata in dosi termosaldate, 5 grammi di semi di canapa indiana e 26 munizioni di pistole calibro 9 e 7,65 e, subito dopo, si dava alla fuga attraverso i campi circostanti la rotabile SP 262, sulla quale stava viaggiando, venendo subito inseguito, raggiunto e bloccato dai carabinieri che lo traevano in arresto per detenzione e traffico di sostanze stupefacenti pesanti e leggere, per ricettazione dell’auto e detenzione illegale di munizioni per armi comuni da sparo. Le droghe e le munizioni saranno depositate all’ufficio corpi di reato della Magistratura, mentre la Fiat Marea veniva affidata in giudiziale custodia ad autorizzata ditta del luogo. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato tradotto alla casa circondariale di Salerno.


FONTE: www.12mesi.it

sabato 16 maggio 2009

NORDAFRICANO SPROVVISTO DI PATENTE TENTA DI CORROMPERE I CARABINIERI

Nella tarda serata di ieri 13 maggio 2009, i Carabinieri della Stazione di Capaccio Scalo hanno arrestato il ventinovenne, clandestino, pregiudicato, Rachid ALLALI, il quale sorpreso alla guida di un’autovettura, sprovvisto della patente di guida, tentava di offrire una somma di denaro ai militari operanti al fine di evitare la contestazione della contravvenzione per guida senza patente ed il conseguente sequestro dell’autovettura. Per il magrebino si sono aperte le porte del carcere di Salerno


fonte: www.salernonotizie.it

martedì 12 maggio 2009

LA VERITÀ SULL’ISLAMOPOLI DI SAN NICOLA VARCO, AL DI LÀ DEI BUONISMI E DELLE PERENNI MENZOGNE.

Articoli di stampa, reportage televisivi, resoconti sindacali vari, tendono a raffigurare la realtà di San Nicola Varco come un ghetto popolato da povera gente umile, lavoratrice e bisognosa, sfruttata fino alle midolla dai caporali della terra, in cerca di una definitiva collocazione nella cornice di vita della nostra piana.
Si parla con il languore agli occhi tipico del giornalismo farisaico peloso, oggi di gran moda, di uomini eroici immolatisi dalla propria terra di destino, per cercare fortuna alla volta di questo paradisiaco microcosmo di fortunata e opulenta terra italica.
Dietro a questa oleografica rappresentazione, in verità, si occulta sulle effettive escrescenze fenomeniche prodotte dalla presenza di questi allogeni maghrebini, circa duemila nella fattispecie, e quasi tutti in palesi condizioni di clandestinità, riferendoci, ovvio, alla zona oggetto delle nostre argomentazioni.
Escrescenze che il più delle volte danno invece luogo a fenomeni criminali, quasi sempre connessi alla rincorsa del guadagno facile o di un espediente qualunque, pur di eludere il duro lavoro dei campi, il quale a conti fatti, sembra destinato solo a poche decine di unità, quelle che incontrano le reali ed effettive esigenze dei produttori agricoli (ultimamente sempre più orientati verso l’impiego della più fattiva manodopera femminile dell’est europeo).
Ma gli imbonitori del pensiero unico osano affermare che questi manterrebbero in piedi la nostra agricoltura. Mai sentito niente di più menzognero.
Dalla SS18, nel frattempo, si stagliano in prossimità dell’imbocco per San Nicola Varco due silos e una vecchia struttura masserizia, molto probabilmente un tempo adusa a deposito o stalla. Questo insospettabile sito, in parvenza deserto e obliato, si rivela come il centro propulsore del narco-crimine dell’intera piana. Centinaia di giovani alla ricerca dello sballo facile si recano in questo misterioso laboratorio per fornirsi di hascisc, marijuana e altro....con la solita intoccabile masnada di spacciatori maghrebini a menare le danze...
Miriadi di retate delle forze dell’ordine che cadono sovente nel vuoto, e che nella migliore delle ipotesi, se ne arrivano a prendere uno, provvede il garantismo giudiziario filo-immigrato a rimetterlo in circolazione.
Quel centro di smercio della morte rimane là, presidiato e attivo tra il silenzio irresponsabile di chi non denuncia dissimulando tutto con il consueto stuolo di imposture dolciastre e al tempo, ripugnanti nel solo sentir riecheggiare.
E che dire del forno fai-da-te che dovrebbe quietare gli appetiti della “benemerita” comunità clandestina e che i giornalisti ipocriti si sono apprestati a lodare come esempio di capacità organizzativa dei medesimi? Adoperato anche quello per il commercio abusivo del pane ( e i panettieri autoctoni non denunciano?) ma finché non emerge in tutto il suo nitore la flagranza di reato, ogni cosa rimane serenamente impunita e racchiusa nell’angustio e sterile circolo del sospetto.
Filotti di auto e motorini rubati fanno da contorno nell’immaginifico proscenio del grande tugurio islamico che un tempo, ahinoi, doveva ospitare il più grande mercato ortofrutticolo della regione. Ed invece il degrado e gli afrori esotici regnano sovrani, il crimine allogeno prospera indisturbato e da altre sedi istituzionali si ordiscono speciosi disegni di villaggi, roulottopoli, corredati magari da moschee, casbah, minareti con tanto di richiamo del muezzin. Non ci siamo proprio.

Silarus